...ho
dedicato i migliori anni della mia vita ad una scelta precisa:
possedere
e soprattutto guidare come se niente fosse, come se fosse normale una Fiat
Duna.
Ho
acquistato quella che io chiamo scherzosamente "la mitica", dieci anni
fa, quando avevo solo 27 anni, con grande disappunto di mia moglie e di
mia figlia che per mesi hanno simulato disturbi fisici e impegni di ogni
genere pur di non uscire con me a bordo della Duna.
Ricordo
nitidamente il giorno che mi fu consegnata dal concessionario.
Il
garage si trovava al piano interrato e per uscire c'era da salire una piccola
rampa. La duna si fermò sfrizionando a metà salita.
Subito
i cinque increduli addetti che mi stavano vedendo andar via, corsero verso
di me e mentre uno nel tentativo di distrarmi continuava a farmi gli auguri
e a regalarmi portachiavi di similpelle, facendoli passare dal finestrino
semiaperto, gli altri spingevano con forza ma allo stesso tempo con indifferenza,
come se la cosa di fatto non stesse avvenendo.
Appena
fuori ebbi subito la sensazione che qualcosa non andava, guardando la lancetta
del carburante mi accorsi che il pieno di pochi metri prima si era
trasformato in un trequarti scarso.
Forse
è li che è nato quel sentimento particolare
lo stesso che
un genitore prova per il figlio meno scaltro, il più bruttino, il
meno fortunato.
Oggi
ho motivo di ritenere che la mia Duna
sia gelosa di me.
Se
passo a prendere mia moglie dal parrucchiere, quasi sempre in finestrino
dalla sua parte si blocca in posizione aperta, con il risultato che si
può immaginare.
Se
quando sono alla guida faccio commenti o do giudizi su vetture più
nuove e più belle di lei, improvvisamente il motore inizia a scoppiettare,
la macchina non va, si rifiuta di procedere manifestando così il
suo dissenso e la preoccupazione di essere sostituita...
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