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Pochi sanno che la Duna rischiò di essere demolita verso la
metà del 2001. Per evitargli questa fine, attraverso il sito Internet
a lei dedicato fu lanciata una sottoscrizione denominata “Un
Euro per una Duna” al fine di raccogliere il denaro sufficiente al
suo mantenimento in vita. Il generoso popolo di estimatori della
vettura non si fece pregare e in poco tempo raccogliemmo un Euro (il
mio) che come rapporto percentuale tra estimatori/Euro raccolti
rappresentava un rispettabilissimo cento %!
L’iniziativa da sola non bastò a salvare la Mitica dalla
rottamazione, ma ecco che mentre tutto sembrava perduto spuntò dal
nulla, come nelle fiabe, una generosa fanciulla che cavalcando una
Fiat 126 ormai ridotta allo stremo si offrì di salvare la Duna.
La ragazza che si chiamava Rita (e che per comodità chiameremo
appunto Rita) si occupò senza indugi di rottamare la 126, pagò bollo e
assicurazione della Duna, chiese un mutuo presso l’istituto di credito
del quale era cliente, vendette il suo appartamento e si stabilì in
affitto in un'altra zona della città dove trovò un alloggio proprio di
fronte ad un meccanico con il quale strinse un accordo di assistenza
full time in cambio di un vitalizio, che poté permettersi di pagare
proprio grazie al mutuo che la sua banca le aveva concesso. L’insieme
di tutte queste complesse operazioni le permisero di percorrere per
quasi tre anni il tratto casa/lavoro, con un costo al chilometro pari
solo ai preventivi NASA per i viaggi Terra/Marte.
Il resto è storia conosciuta. La Duna conobbe un breve periodo
di ripresa durante il quale gli furono praticati non pochi interventi
di restauro in tutte le sue parti, ma l’inesorabile passare del tempo,
come sappiamo, gli è stato fatale e com’è nella legge di tutte le cose
ha smesso di esistere l’ultimo giorno d’inverno del 2004.
Rita, la gentile donzella che salvò la Duna ora viaggia in taxi.
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